Prossimi congiunti: chi sono?

A seguito del discorso di Conte di ieri sera, gran parte dei nostri concittadini si sta interrogando intorno alla nozione di “congiunto”, cercando in tal modo di comprendere chi sono quei soggetti che rientrano nella platea di persone che effettivamente possiamo incontrare dal 4 maggio.
Ed invero il D.P.C.M del 26 aprile ha previsto apertis verbis che “si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti”.

Cosa si intende per “prossimi congiunti”?

La nozione di congiunto, tuttavia, non può essere fornita esclusivamente dal vocabolario italiano e perciò è necessario guardare anche alle disposizioni contenute nei codici e nelle norme di legge.

In primis occorre ribadire che il D.P.C.M. parla di “congiunti” e non di “parenti” e dunque possiamo prescindere dalla nozione fornita dall’art. 74 del c.c. che definisce “la parentela”.
La parola “congiunto”, diversamente, è richiamata nelle più disparate norme di legge ed in molteplici articoli del codice civile. Basti pensare:

a) all’art. 342-ter cod.civ. (in materia di ordini di protezione contro gli abusi familiari);

b) all’all’art. 79 c.p.c. (in tema di richiesta di nomina di un curatore speciale per i “prossimi congiunti”);

c) all’art. 24, d.lgs. 196 del 2003 (che comprende il “prossimo congiunto” tra i legittimati a prestare il consenso al trattamento dei dati personali, per salvaguardare la vita o l’incolumità di un soggetto, impossibilitato a consentire di persona);

d) all’art. 6, del d.P.R. 655 del 1964, in tema di assegnazione di alloggi economici e popolari, ove si menzionano i “prossimi congiunti” tra i componenti il nucleo familiare.

Tali richiami, tuttavia, sono relativi ad ambiti ben precisi e settoriali e non possono integrare una nozione generale di “congiunto”.

La definizione di “prossimo congiunto” del codice penale

Per quanto attiene alle norme del codice penale, un richiamo ai “congiunti” è rinvenibile nell’art. 307 c.p. comma 4. Nella disposizione de qua, ai fini dell’esclusione dal reato di cospirazione o di banda armata si precisa che “Agli effetti della legge penale s’intendono per i prossimi congiunti gli ascendenti, i discendenti, il coniuge, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, i fratelli, le sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti: nondimeno, nella denominazione di prossimi congiunti, non si comprendono gli affini, allorché sia morto il coniuge e non vi sia prole”.

Tuttavia il dato codicistico parla chiaro: tale nozione è operante esclusivamente “agli effetti della legge penale” e non al di fuori dell’ambito penalistico.

La nozione delineata dalla Giurisprudenza

Dando un’occhiata ai dettami forniti in materia dalla giurisprudenza di legittimità, deve evidenziarsi che la Corte di Cassazione ha delineato una nozione molto più ampia di “prossimo congiunto”, affermando, ad esempio, che le vittime dell’illecito civile possono annoverarsi anche i congiunti da intendere però come quei soggetti che hanno un saldo e duraturo legame affettivo col danneggiato.
Per cui, secondo la Cassazione civile (e a differenza delle disposizioni codicistiche) si può “prescindere dall’esistenza di rapporti di parentela o affinità giuridicamente rilevanti come tali” (Cass. Civ. n. 46351/2014).
Pertanto, volendo far fede al dictum di tale sentenza, rientrerebbe nella nozione di congiunto anche la fidanzata o il fidanzato, a prescindere dall’esistenza di un’unione civile.

Conclusione

In conclusione possiamo affermare che nel nostro ordinamento non è possibile rinvenire una definizione univoca del termine “congiunti” dovendo l’interprete orientare giocoforza la sua indagine verso le disposizioni più disparate sia del codice penale, del codice civile e verso le definizioni fornite dalla giurisprudenza di legittimità.

Ci si augura, quindi, che possa essere chiarita al più presto la definizione di “congiunto” che si rinviene nel D.P.C.M. del 26 aprile 2020, così da scongiurare – in tale fumoso quadro interpretativo – l’elevazione di salate sanzioni nei confronti di quei cittadini erroneamente convinti di porre in essere una condotta lecita e rispettosa dei provvedimenti adottati.

 

Clicca qui per scaricare il testo del DPCM 26 aprile 2020

More from Manuel Fabozzo

Il reato di “Revenge Porn ex art.612-ter c.p: una difficile partita culturale

E’ di pochi giorni fa la notizia della scoperta di una rete...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *