Decreto Rilancio e misure per le imprese: dal fondo perduto alle agevolazioni fiscali

A circa tre mesi dal lockdown, il 19 maggio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo Decreto con il quale il Governo ha previsto una serie di provvedimenti per affrontare le problematiche che ha portato con sé l’emergenza epidemiologica che, inevitabilmente, ha messo a dura prova l’economia del Paese.

decreto rilancio imprese

Le misure del decreto destinate alle imprese.

Il D.L. n. 34/2019 c.d. Decreto Rilancio, recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19“, mira ad aiutare e rafforzare le attività produttive che hanno subito forti perdite in termini di fatturato in relazione all’emergenza.

Circa 40 articoli, raggruppati nel Titolo II “Sostegno alle imprese e all’economia”, sono destinati alle imprese nonché agli autonomi titolari di partita Iva che nel mese di aprile 2020 abbiano subito perdite in termini di fatturato pari almeno ai 2/3.

E’ infatti prevista la concessione di contributi a fondo perduto, che non concorreranno nemmeno alla formazione della base imponibile; agevolazioni fiscali in tema di start-up innovative; sovvenzioni per il pagamento dei dipendenti ed ancora sovvenzioni dirette.

Analizziamo nel dettaglio le disposizioni.

Art. 24 – Disposizioni in materia di versamento dell’IRAP.

In considerazione della situazione di crisi connessa all’emergenza epidemiologica, la disposizione in esame prevede che le imprese, con un volume di ricavi non superiore a 250 milioni di euro e i lavoratori autonomi con un corrispondente volume di ricavi e compensi, non siano tenuti al versamento del saldo dell’IRAP dell’anno d’imposta precedente (vale a dire 2019, corrispondente all’anno solare), fermo restando l’obbligo di versamento degli acconti per il periodo d’imposta 2019, né della prima rata (pari al 40%) dell’acconto dell’IRAP dovuta per il 2020.

La norma non si applica nel caso di banche e società finanziarie nonché per le imprese di assicurazione, le amministrazioni e gli enti pubblici.

Art. 25 – Contributo a fondo perduto.

E’ previsto il riconoscimento di un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario. La condizione per ottenere tale contributo è che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

L’ammontare del contributo è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi di aprile 2020 e quelli di aprile 2019.

In ogni caso, il contributo non spetta ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza e agli enti pubblici; agli intermediari finanziari ed alle società di partecipazione finanziaria e non finanziaria e assimilati. Non spetta, infine ai professionisti a cui è stata riconosciuta l’indennità pari a 600 euro, nonché ai lavoratori dello spettacolo.

Art 30 – Riduzione degli oneri delle bollette elettriche.

E’ previsto che per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente disponga la riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche diverse dagli usi domestici.

La norma ha lo scopo di alleviare il peso delle quote fisse delle bollette elettriche in particolare in capo alle piccole attività produttive e commerciali.

Art. 38 co. 7-9 – Rafforzamento dell’ecosistema delle start-up innovative.

E’ introdotto un regime fiscale agevolato a favore delle sole persone fisiche che investono in start-up o in Pmi innovative. Per le somme versate al capitale sociale di uno tali soggetti, direttamente o tramite Oicr, spetta una detrazione d’imposta del 50 per cento.
Centomila euro annui è l’investimento massimo detraibile. Questo va mantenuto per almeno tre anni; l’eventuale cessione anticipata, anche parziale, comporta la decadenza dal beneficio e l’obbligo di restituire l’importo detratto, maggiorato degli interessi legali. Un decreto Mise-Mef dovrà individuare le modalità attuative.

Art. 54 – Aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali.

L’articolo in questione prevede la possibilità per le Regioni, le Province autonome, gli altri enti locali e territoriali e le Camere di Commercio, di concedere aiuti alle imprese, dopo preventiva autorizzazione della Commissione europea.

Tali misure di aiuto alle imprese possono essere concesse entro il 31 dicembre 2020 ed assumono la forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o in altre forme, quali anticipi rimborsabili, garanzie, prestiti e partecipazioni, a condizione che il valore nominale non superi il massimale di € 800.000 per impresa. I valori si intendono al lordo delle imposte e degli oneri.

E’ prevista la concessione di tali aiuti nel campo della pesca, dell’agricoltura e dell’acquacoltura. In particolare, l’aiuto non può superare € 120.000 per i settori della pesca e dell’acquacoltura e € 100.000 nel settore della produzione di prodotti agricoli.

Art. 60 – Aiuti sotto forma di sovvenzioni per il pagamento dei salari ai dipendenti per evitare i licenziamenti durante la pandemia di Covid-19. 

La norma prevede che siano concessi aiuti sotto forma di sovvenzioni per il pagamento dei salari dei dipendenti per evitare i licenziamenti.

E’ prevista la possibilità di concedere aiuti di Stato finalizzati a proteggere l’occupazione e volti a contribuire ai costi salariali delle imprese che altrimenti sarebbero costretti a licenziare i dipendenti.
Gli aiuti sono destinati ad evitare i licenziamenti e sono concessi sotto forma di regimi destinati alle imprese di determinati settori o regioni di determinate dimensioni, particolarmente colpite dalla pandemia da Covid-19.

Si precisa che le condizioni di concessione degli aiuti ovvero che la sovvenzione per il pagamento dei salari viene concessa per un periodo non superiore a dodici mesi a decorrere dalla domanda di aiuto per i dipendenti che altrimenti sarebbero stati licenziati a seguito della sospensione o della riduzione delle attività aziendali e a condizione che il personale che ne beneficia continui a svolgere in modo continuativo l’attività lavorativa durante tutto il periodo per il quale è concesso l’aiuto.

La sovvenzione mensile per il pagamento non deve superare l’80% della retribuzione mensile lorda del personale beneficiario.
La sovvenzione salariale può essere combinata con altre misure di sostegno all’occupazione generalmente disponibili o selettive, purché il sostegno combinato non comporti una sovra compensazione dei costi salariali relativi al personale interessato.
In ogni caso gli aiuti non possono in alcun caso consistere nei trattamenti di integrazione salariale.

In definitiva, il Governo mira, dopo il Decreto Cura Italia e il Decreto Liquidità, alla ripresa dell’economia nazionale.

Saranno sufficienti queste misure per permettere la ripartenza della nostra economia?
Lo vedremo nei prossimi mesi. Una cosa è certa: gli imprenditori italiani, dopo due mesi di lockdown, hanno necessità di liquidità per far ripartire le proprie aziende e, al momento, stanno ancora cercando di divincolarsi tra burocrazia italia per farne richiesta.

 

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